Alto Adige - Giornata internazionale della sindrome di Down
Convegno - Uguale diritto al lavoro
Alto Adige - Crisi, 500 i disabili senza lavoro
Alto Adige - Ora la Provincia investe molto ma forse non basta
Iniziativa delle cartoline postali “Uguale diritto al lavoro integrativo”
Con l’iniziativa delle cartoline postali, l’AEB vuole evidenziare alle istituzioni e alle agenzie politiche l’“Uguale diritto al lavoro integrativo“ per le persone con disabilità. Nello stesso tempo inizierà un’ampia iniziativa con lo scopo di migliorare la situazione nel mercato del lavoro delle persone disabili.
In tal modo l’AEB richiede un nuovo orientamento politico e strategico in Alto Adige, conformemente alla convenzione delle Nazioni Unite per i diritti dei disabili.
Gli Stati aderenti riconoscono il diritto delle persone con disabilità al lavoro, su base paritaria con le altre persone, includendo il diritto all’opportunità di mantenersi attraverso il lavoro, scelto o accettato liberamente in un ambiente lavorativo aperto, che favorisca l’inclusione e l’accessibilità alle persone con disabilità. L’AEB auspica misure chiare da parte degli organi legislativi indirizzate in tal senso. Un elemento chiave è il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro. L’AEB ha lanciato un progetto, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, con l’intento di rendere questa transizione più semplice. I percorsi di vita di molti giovani sono spesso già prestabiliti e conducono direttamente nelle strutture protette. In questo modo si negano a questi giovani l’opportunità e il diritto di accesso al lavoro.
Nel corso dell’iniziativa “uguale diritto al lavoro integrativo”, l’AEB organizzerà in primavera anche un convegno.
Comunque esistono molti esempi di come l’integrazione al lavoro possa avere successo, dimostrando che ogni persona, indipendentemente dall’handicap, può lavorare. L’unica cosa importante è garantire il sostegno necessario. Questo strumento, normalmente, non comporta costi superiori a quelli sostenuti per l’accoglienza in strutture e laboratori protetti.
In questo modo si garantisce alle persone disabili una migliore qualità di vita, che significa dare anche un significato alla propria esistenza e si salvaguarda il principio del diritto al lavoro.
I vantaggi di progetti in atto sono evidenti e auspichiamo che le istituzioni politiche favoriscano l’attuazione di simili progetti d’integrazione anche in Alto Adige.
Bolzano, 03.12.2011
Donazione della ditta Energy. dis all’AEB-Associazione genitori di persone in situazione di handicap.
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Recentemente il dott. Eugen Psaier, amministratore delegato della ditta brissinese Energy.dis, ha devoluto un offerta al presidente dell’AEB-Associazione genitori di persone in situazione di handicap, signor Elsler Hansjörg.
Il centro di competenze Energy.dis di Bressanone, ha fatto una considerevole donazione all’AEB – Associazione genitori di persone in situazione di handicap, che opera da ormai 30 anni sul territorio altoatesino. L’amministratore delegato del centro di competenza dott. Eugen Psaier ha sottolineato che la sua azienda ha voluto impegnarsi chiaramente anche nel settore sociale.
Il presidente dell’AEB-Associazione genitori di persone in situazione di handicap, signor Elsler Hansjörg ha ringraziato calorosamente la società Energy. dis specificando che tale contributo ha permesso in maniera significativa di finanziare diverse iniziative dell’AEB nel settore della disabilità in Alto Adige, anche perché negli ultimi anni i contributi pubblici sono sempre più limitati. Più che mai le donazioni diventano fondamentali per la realizzazione delle attività in Alto Adige e per garantirne il loro proseguimento.
Integrazione scolastica per persone disabili
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Incontri per i bimbi disabili
Alto Adige — 07 aprile 2010 pagina 15 sezione: CRONACA
BOLZANO. Si sono svolti in tutti i comprensori sanitari altoatesini, degli incontri tra personale medico, infermieristico e i genitori di bambini affetti da disabilità e da disturbi dello sviluppo. «Abbiamo riscontrato grande interesse tra primari e collaboratori», spiega il direttore di dipartimento Florian Zerzer, mentre la direttrice dell’Ufficio soggetti portatori di handicap, Luciana Fiocca, sottolinea «il grande impegno da parte di tutti per migliorare la situazione». L’assistenza ai bambini affetti da disabilità e da disturbi dello sviluppo è una questione che coinvolge un gran numero di servizi sul territorio, e che necessità di una forte collaborazione e interdipendenza fra diversi reparti ospedalieri. Al di là degli aspetti puramente medici e scientifici della questione, il rapporto con i bambini affetti da disabilità e con i loro genitori richiede a medici e infermieri un grande sforzo dal punto di vista psicologico e sociale. “E’ molto importante il modo in cui si comunica la diagnosi ai genitori - spiega la psicologa Petra Schlechtleitner - perché si tratta di un momento vissuto con grandi incertezze e forti emozioni. Sentimenti come tristezza, rabbia, vergogna e senso di colpa sono assolutamente normali per i genitori che si trovano ad affrontare questa difficile prova, ed è soprattutto in questa fase iniziale che c’è bisogno di un grande sostegno. Non dobbiamo lasciare i genitori soli con le loro domande”. I genitori di bambini affetti da disabilità e da disturbi dello sviluppo devono fare giornalmente i conti con terapie e riabilitazioni, e per dare sicurezza sia a loro stessi che ai bambini è importante fornire dei riferimenti certi sottoforma di medici e personale infermieristico. Un esempio positivo, da questo punto di vista, è quello che arriva da Bressanone, dove da anni lavorano in grande sintonia, e con forte spirito collaborativo, il reparto di pediatria e i servizi radiologico e psicologico. Formazioni e aggiornamenti comuni, caratterizzati da una forte interdisciplinarietà, consentono di migliorare le prestazioni offerte e di dare maggiore continuità anche al confronto con i genitori.

